
Il torrente Sant'Anna di Bivona visibilmente inquinato
VIBO VALENTIA – Molto critica la situazione del
torrente Sant’Anna di Bivona. L’allarme ambientale sarebbe dovuto alla chiusura
delle griglie di reflusso o captazione (che permettono di deviare i liquami
evitando che quest’ultimi sfocino in mare) e, dunque, i pericoli ecologici,
ambientali e soprattutto sanitari
potrebbero essere, a poca distanza dall’avvio della stagione estiva, concreti.
A sottolinearlo è l’ex assessore regionale all’Ambiente Silvio Greco, che ha
ricordato come “l’inquinamento marino del Vibonese” sia “legato principalmente
proprio al torrente Sant’Anna”. Eppure, a differenza di quanto accadeva negli
scorsi anni, quando “i reflui dei torrenti venivano dirottati verso il
depuratore di Portosalvo, quest’anno – ha affermato - sembra che questo
discorso non sia possibile” dato che, come detto, “le griglie di reflusso
sarebbero state rimosse”.
E a poco sembra siano valsi, ha proseguito, “i
tentativi di parecchi mesi fa del Nucleo industriale – che gestisce gli aspetti
legati alla depurazione – di far mettere all’amministrazione comunale – guidata
dal sindaco Nicola D’Agostino – mano al
problema”: le richieste sono, infatti, ha lamentato ancora Greco, “rimaste
lettera morta, e anzi da entrambe le parti è stata perpetrata una politica
dello scarica-barile”. Per l’ex assessore si tratta di “interventi inesistenti,
nonostante i fondi siano stati stanziati”, e di mancate scelte che non fanno
certo ben sperare, per quanto, ha spiegato, “intervenendo adesso si potrebbe
garantire la risoluzione del problema per giugno. Dopo, sarebbe troppo tardi”.
Il motivo? “Residenti e bagnanti verrebbero ulteriormente a contatto con i
liquami che confluirebbero illegalmente nelle acque di balneazione, ma il
problema va comunque risolto, estate o inverno che sia. Solo, in questo periodo
la situazione è maggiormente critica”.
Presto detti i motivi: “I pericoli
peggiori – ha continuato Greco – sono quelli sanitari, anche se non sono da
sottovalutare quelli ecologici ed ambientali. Per questo il sindaco, che ha
delega alla Sanità, è chiamato ad intervenire per tutelare la salute pubblica.
I rischi, sono tantissimi”. Ad avvalorare questa tesi è stato, l’altro ieri, il
sopralluogo della Capitaneria di porto di Vibo Marina, durante cui è stato
possibile appurare la presenza di liquami nel corso d’acqua ed il forte stato
di inquinamento. Era presente il componente dello Slai Cobas Giovanni Patania, che
ha parlato di “acqua nera mista a fango dall’odore nauseabondo che ha reso in
poche ore marrone un tratto di mare di circa 200 metri. Una situazione – ha
commentato il sindacalista – vergognosa, dati i proclami per un mare
cristallino in grado di attrarre i turisti” per i quali, ha continuato, assieme
ai cittadini, sembra prospettarsi “un’estate quasi sicuramente amara. Come per
il turismo, del resto. Per questo motivo – ha concluso - sindaco e presidente del Nucleo sono
chiamati a fornire risposte concrete per
la salute del territorio”.