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News e Views dalla Calabria - a cura di Zaira Bartucca
Allarme a Bivona, liquami in mare provenienti dal torrente Sant'Anna
post pubblicato in gli articoli per Il Quotidiano della Calabria, il 6 maggio 2012


Il torrente Sant'Anna di Bivona visibilmente inquinato

VIBO VALENTIA – Molto critica la situazione del torrente Sant’Anna di Bivona. L’allarme ambientale sarebbe dovuto alla chiusura delle griglie di reflusso o captazione (che permettono di deviare i liquami evitando che quest’ultimi sfocino in mare) e, dunque, i pericoli ecologici, ambientali e  soprattutto sanitari potrebbero essere, a poca distanza dall’avvio della stagione estiva, concreti. A sottolinearlo è l’ex assessore regionale all’Ambiente Silvio Greco, che ha ricordato come “l’inquinamento marino del Vibonese” sia “legato principalmente proprio al torrente Sant’Anna”. Eppure, a differenza di quanto accadeva negli scorsi anni, quando “i reflui dei torrenti venivano dirottati verso il depuratore di Portosalvo, quest’anno – ha affermato - sembra che questo discorso non sia possibile” dato che, come detto, “le griglie di reflusso sarebbero state rimosse”.

E a poco sembra siano valsi, ha proseguito, “i tentativi di parecchi mesi fa del Nucleo industriale – che gestisce gli aspetti legati alla depurazione – di far mettere all’amministrazione comunale – guidata dal sindaco Nicola D’Agostino – mano al  problema”: le richieste sono, infatti, ha lamentato ancora Greco, “rimaste lettera morta, e anzi da entrambe le parti è stata perpetrata una politica dello scarica-barile”. Per l’ex assessore si tratta di “interventi inesistenti, nonostante i fondi siano stati stanziati”, e di mancate scelte che non fanno certo ben sperare, per quanto, ha spiegato, “intervenendo adesso si potrebbe garantire la risoluzione del problema per giugno. Dopo, sarebbe troppo tardi”. Il motivo? “Residenti e bagnanti verrebbero ulteriormente a contatto con i liquami che confluirebbero illegalmente nelle acque di balneazione, ma il problema va comunque risolto, estate o inverno che sia. Solo, in questo periodo la situazione è maggiormente critica”.

Presto detti i motivi: “I pericoli peggiori – ha continuato Greco – sono quelli sanitari, anche se non sono da sottovalutare quelli ecologici ed ambientali. Per questo il sindaco, che ha delega alla Sanità, è chiamato ad intervenire per tutelare la salute pubblica. I rischi, sono tantissimi”. Ad avvalorare questa tesi è stato, l’altro ieri, il sopralluogo della Capitaneria di porto di Vibo Marina, durante cui è stato possibile appurare la presenza di liquami nel corso d’acqua ed il forte stato di inquinamento. Era presente il componente dello Slai Cobas Giovanni Patania, che ha parlato di “acqua nera mista a fango dall’odore nauseabondo che ha reso in poche ore marrone un tratto di mare di circa 200 metri. Una situazione – ha commentato il sindacalista – vergognosa, dati i proclami per un mare cristallino in grado di attrarre i turisti” per i quali, ha continuato, assieme ai cittadini, sembra prospettarsi “un’estate quasi sicuramente amara. Come per il turismo, del resto. Per questo motivo – ha concluso  - sindaco e presidente del Nucleo sono chiamati a  fornire risposte concrete per la salute del territorio”.

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