Ha fatto presa l’allarme lanciato negli scorsi
giorni da Silvio Greco in relazione al torrente Sant’Anna di Bivona. L’ex
assessore regionale all’Ambiente aveva infatti lamentato il forte stato di
inquinamento del corso d’acqua e la presenza di liquami dovuta alla chiusura
delle griglie di reflusso o captazione chiedendo, in più, il tempestivo
intervento dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola D’Agostino,
“delegato alla tutela della salute pubblica” e del Nucleo industriale, che
gestisce gli aspetti legati alla depurazione. E, come si diceva in apertura, l’appello,
se non sembra essere stato recepito dai diretti interessati, lo è stato
senz’altro dai residenti della frazione e di quelle prossime. A dilagare è,
infatti, un forte stato di “preoccupazione”.
Lo si legge nelle segnalazioni ed esternazioni
di alcuni cittadini ed è facilmente attribuibile, non solo ad un avvio di
stagione estiva che si preannuncia critico a causa del prevedibile inquinamento
delle acque di balneazione ma, soprattutto, ai pericoli cui residenti ed
avventori potrebbero incorrere anche solo semplicemente facendo un bagno in
mare. Il mancato funzionamento delle griglie di captazione, infatti, non
permette di dirottare il flusso di liquami nel depuratore di Portosalvo che,
dunque, sfocia in mare assieme alle acque del torrente. Una situazione che più
di un cittadino interpellato ha definito “intollerabile” e “insostenibile” e
che, per esempio, per Anna Maria La Gamba è sinonimo del “totale abbandono” che
si registra a Bivona e nelle frazioni vicine. Per la residente, infatti, “il
torrente Sant’Anna è privo di quella pulizia e manutenzione che, invece,
andrebbe costantemente prevista”.
Peggio poi quando si parla dell’approssimarsi
della stagione estiva, quando il mare verrà letteralmente sporcato e macchiato
da un flusso ininterrotto di liquami. “Non ci sono parole perché i fatti
parlano benissimo da soli e per questo motivo – ha proseguito la signora – i
cittadini si sentono arrabbiatissimi. E’ peggio dell’anno scorso”. Per Maria
Greco, invece, le parole ci sono eccome. Quest’anno, e il suo caso è solo quello
esemplificativo di molti altri, non si potrà “muovere dalle vicinanze di Vibo”
a causa degli impegni lavorativi e di una crisi sempre più radicata. Per la sua
famiglia e per molte altre, allora, si prospetta un’estate davvero amara. La
signora Greco ha infatti “capito al volo leggendo i giornali” che “l’inquinamento
del torrente Sant’Anna per noi del posto non sarà certo una buona notizia. Molti
di noi non si muoveranno da qui e non avranno neppure la possibilità si
usufruire di quanto il territorio offre. Potremmo avere uno dei tratti di mare
più belli della Calabria se non d’Italia, ma a cosa ci serve?"
"Questo – ha
continuato la signora – ci fa avvelenare il sangue, ci fa sentire senza mezzi e
possibilità e dimenticati da tutti. O forse chi ci amministra pretende – si è
domandata retoricamente – che a Bivona o
a Vibo Marina si faccia il bagno a stretto contatto con quello che scarichiamo
dai nostri bagni?” è l’amaro commento della cittadina. Preoccupazioni che non è
troppo definire legittime e fondate e che hanno spinto, in conclusione, la
signora Greco a rivolgersi “agli amministratori e agli enti competenti affinché
non ci condannino ad un’estate indegna da più punti di vista. Siamo molto
preoccupati per la nostra salute – ha proseguito – e non crediamo che
intervenire sia impossibile. Chi ha potere di farlo, dunque – ha concluso –
prenda i dovuti provvedimenti”.